Soldato russo, una volta messo il piede sul territorio ucraino, ricorda, che il tuo nome diventa sconosciuto e il tuo atto eroico dubbio…

Il 16 maggio durante lo scontro armato tra le unità delle forze dell’ATO con il gruppo di sabotaggio e ricognizione russo nella zona di località Shchastia, i nostri militari sono riusciti a catturare due “grassi”, ma un pochino strapazzati trofei: il capitano delle Forze Armate russe Erofeev Evgeniy Vladimirovich e il sergente a contratto delle FA russe Aleksandrov Aleksandr Anatolievich. Entrambi dalla 3° Brigata Forze Speciali Guardie (Togliatti).

Le prime info riguardo alla cattura degli spetsnaz russi sono apparse nello stesso giorno circa le 21.00, ore di Kyiv.

Verso il mezzogiorno del 17 maggio questi dati sono stati confermati, e sono state rese pubbliche le foto dei prigionieri e il video dell’interrogatorio di uno di loro. Quando tutto il segmento ucraino di Internet era farcito con le notizie riguardanti gli “omini verdi” di trofeo, nella “LNR” solo verso le 19.00 ore di Kyiv si sono svegliati e hanno dichiarato, che questi non sono gli “omini”, ma la “milizia popolare” della repubblica autoproclamata. In particolare, il “primo vice comandante della milizia popolare della LNR” S.Kozlov ha dichiarato, che “il 16 maggio verso le ore 13.00, attraversando la linea di divisione, il fiume Siverskyi Donets, nella zona a est dalla località Shchastia il gruppo di ricognizione e sabotaggio delle forze dell’ATO hanno assaltato il punto di osservazione del battaglione esplorante della milizia popolare. Durante il combattimento due militari – Erofeev Evgeniy Vladimirovich e Aleksandrov Aleksandr Anatolievich – sono stati feriti e catturati dagli sabotatori ucraini”. Inoltre, S.Kozlov ha mostrato le foto dei “documenti d’identità” dei “miliziani” catturati.

Per tutto il giorno a Cremlino facevano finta di non sapere nulla riguardo ai propri militari dello spetsnaz. Solo verso la tarda sera del 17 maggio il capo del comitato di Duma Vladimir Komoedov ha riferito di non credere, che i catturati Aleksandrov e Erofeev abbiano qualcosa a che fare con l’esercito russo. Il Ministero della difesa russo faceva il ruolo del capitano cieco e sordomuto partito per la missione al Polo Nord.

E solo di sera del 18 maggio il rappresentante ufficiale del Ministero della difesa russo il maggior generale Igor Konashenkov ha comunicato: “i cittadini russi Aleksandr Aleksandrov e Evgeniy Erofeev, catturati dal Servizio della Sicurezza ucraino nella regione di Luhans’k, al momento del loro arresto il 17 maggio di quest’anno non facevano parte delle Forze Armate russe”.

Fine della favola di basso livello.

Però, dopo averla letta ci viene una serie di domande, rispondendo a quali si scopre tutto il bluff e il cinismo del regime di Cremlino:

1. La “giunta” ha catturato più di 200 (secondo i terroristi) “ribelli”. Ovviamente, tra questi ci sono anche i mercenari russi. Ma per qualche motivo i militari ucraini non hanno diffuso neanche una volta le foto e le confessioni false dei “volontari”, dichiarando che loro fossero militari delle Forze Armate russe. Inoltre, neanche per una volta i capi delle “LNR” e “DNR” hanno convocato la conferenza stampa riguardo alla cattura da parte degli “ukropy” di due terroristi e mai hanno mostrato i documenti d’identità o le tessere dei propri subordinati. Allora per quale motivo nella “LNR” hanno rivolto le attenzioni a Erofeev e Aleksandrov e solo un giorno dopo la loro cattura?

2. Perché i “miliziani” svolgevano il servizio nel “punto di osservazione” senza i propri documenti di identità??? Oppure nella “LNR” ti stampano 3 copie a persona: uno per se stesso, uno alla moglie e uno al comandante? Però non è esclusa la variante, che Erofeev e Aleksandrov quella fatidica mattinata si sono svegliati con la sensazione, che oggi saranno catturati, perciò hanno consegnato i propri documenti d’identità al sig. S.Kozlov.

3. Perché i “miliziani” non hanno firmato i propri documenti d’identità da gennaio e febbraio di quest’anno?

4. Perché il numero del documento d’identità di uno dei “miliziani” è composto da 5 cifre, mentre dell’altro da 4? Forse, nella “milizia della LNR” la quantità delle cifre nella serie aumenta con ogni mese, e alla fine dell’anno saranno composte da 15 cifre?

5. Perché i margini dei documenti presentati da S.Kozlov sono così perfettamente dritti, come se fossero compilati alle ore 18.00 del 17 maggio 2015? E altri “perché”.

Tutti questi errori possono essere spiegati dal fatto, che nel giorno di riposo i militari russi ragionano male, per questo hanno pensato a lungo (per un giorno interno), e sono riusciti ad inventarsi quel che è (probabilmente non erano molto sobri). Se Aleksandrov e Erofeev davvero fossero dei “miliziani”, allora la “LNR” avrebbe smentito l’informazione riguardo agli spetsnaz già dopo poche ore dalla sua apparizione, ma non dopo un giorno intero. Invece, così sono stati costretti ad aspettare il comando da Mosca, concordare la leggenda e alla fretta compilare i documenti d’identità, ovviamente, con i gravi errori. E solo dopo un giorno dall’incidente solo un rappresentante della Duma Komoedov ha detto, che Aleksandrov e Erofeev non sono i militari russi, in questo modo praticamente disconoscendoli.

Perciò i militari russi devono ricordare, che mettendo il piede sulla terra ucraina, il loro nome diventa sconosciuto, e il loro atto eroico dubbio. Mentre la patria, putin, comandante, amici e tutti (tranne la famiglia) vi daranno le spalle. Perché oltre alla vostra famiglia nessuno vi vuole.

Il governo ucraino a sua volta dovrebbe svolgere un processo dimostrativo nei confronti dei mercenari russi (visto la che Russia li ha disconosciuti) e procurarli una pena massima. E se ad un tratto la Russia volesse i “miliziani” restituiti, allora in questo caso sarebbe giusto ricordare N.Savchenko, O.Sentsov, A.Kostenko e altri patrioti dell’Ucraina, che devono essere liberati già da un bel po’ dalla prigionia russa.

Sezione “Delta”, del gruppo “Resistenza informativa”

Fonte: https://sprotyv.info/ru/news/russkiy-soldat-stupivshiy-na-ukrainskuyu-zemlyu-pomni-tvoe-imya-stanet-neizvestnym-podvig

Traduzione di Dana Kuchmash